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Notizie

ASI Cultura

19 Maggio 2026

Mundialido 2025: Sport, Cultura e Integrazione al CONI con ASI Nazionale

Il Mundialido 2025, presentato al CONI, consolida il suo ruolo di evento per l'integrazione sportiva e culturale. ASI Nazionale supporta il torneo che accoglie il Sudan.

La XXVIII edizione del Mundialido, un appuntamento ormai imprescindibile nel calendario sportivo e sociale, ha celebrato la sua prestigiosa cerimonia di presentazione il 18 maggio, all'interno del suggestivo Salone d'Onore del CONI. Questo evento, ideato con straordinaria visione da Eugenio Marchina e portato avanti con passione dalla sua Club Italia, si configura ben oltre la mera competizione calcistica. È un vero e proprio manifesto che restituisce allo sport il suo significato più autentico e profondo: quello di veicolo universale di valori, di strumento di aggregazione e di piattaforma per la costruzione di una società più inclusiva. La scelta del Salone d'Onore, un luogo emblematico che incarna la storia e i successi dello sport nazionale, ha conferito all'inaugurazione un'aura di solennità e un riconoscimento istituzionale che hanno amplificato la risonanza dell'iniziativa, sottolineandone la profonda rilevanza culturale e sociale nel contesto contemporaneo. L'atmosfera vibrante e l'eco delle istituzioni presenti hanno posto le basi per un'edizione che promette di lasciare un'impronta significativa.

IL CUORE PULSANTE DEL MUNDIALIDO: INTEGRAZIONE E SCAMBIO CULTURALE

Il Mundialido trascende la dimensione agonistica per elevarsi a un ruolo cruciale come piattaforma di integrazione e scambio culturale. Non è semplicemente un torneo, ma un laboratorio vivo di convivenza, dove le differenze etniche, linguistiche e culturali non sono percepite come ostacoli, bensì come un'inesauribile fonte di ricchezza e di reciproco arricchimento. Sul palco, i rappresentanti delle 24 squadre che si sfideranno sui campi hanno incarnato questa visione, giovani atleti provenienti da contesti geografici e culturali diversissimi, tutti accomunati da una sincera e travolgente passione per il calcio. Attraverso il linguaggio universale di questo sport, essi trovano un canale privilegiato per raccontarsi, per condividere le proprie storie, le proprie speranze e le proprie identità. Questo approccio trasformativo rende il Mundialido un modello esemplare di come lo sport possa agire come un potente catalizzatore per la coesione sociale e per la promozione di un dialogo interculturale autentico, costruendo ponti laddove troppo spesso si ergono muri.

LA SCENA SPORTIVA: ROMA E LE SUE COMUNITÀ ACCOLGONO IL TORNEO

La competizione vera e propria è in programma per svolgersi nel vibrante contesto del V Municipio di Roma, un territorio che si prepara ad abbracciare con entusiasmo le sfide e le emozioni del Mundialido dal 23 maggio al 28 giugno. Per oltre un mese, i campi da gioco si trasformeranno in arene di confronto leale e di amicizia, dove ogni partita sarà un'occasione non solo per celebrare il talento sportivo, ma anche per rafforzare lo spirito di squadra, la fratellanza e il rispetto reciproco. Il coinvolgimento attivo del V Municipio sottolinea l'impegno del torneo a radicarsi profondamente nel tessuto cittadino, portando i suoi valori di apertura, inclusione e multiculturalismo direttamente nelle comunità locali. Questa scelta strategica mira a promuovere un senso di appartenenza e partecipazione attiva tra i residenti, trasformando il Mundialido in un evento che vive e respira con la città, lasciando un'eredità positiva ben oltre i confini dei campi da gioco. È un'opportunità unica per le comunità di incontrarsi e celebrare insieme la diversità.

UNA CERIMONIA INAUGURALE DI GRANDE FASCINO E PRESTIGIO

La cerimonia inaugurale è stata condotta con ineccepibile professionalità e contagioso calore dalla giornalista Rai Simona Rolandi, la cui innata capacità comunicativa ha saputo guidare la serata con eleganza, empatia e una partecipazione autentica. Al suo fianco, figure di spicco del mondo sportivo e artistico hanno impreziosito il parterre, conferendo all'evento un'ulteriore risonanza mediatica e culturale. Tra gli ospiti d'eccezione, i campioni Maurizio Iorio e Max Tonetto, icone indiscusse del calcio italiano, hanno portato la loro esperienza e il loro carisma, mentre l'attore Jonis Bascir, noto per il suo impegno sociale e la sua poliedrica carriera, ha aggiunto un tocco di arte e sensibilità. Questa presenza corale ha enfatizzato non solo la vasta risonanza del Mundialido a livello nazionale, ma anche la sua profonda e ormai consolidata integrazione nell'immaginario sportivo e culturale della Capitale, confermando la sua statura di appuntamento imperdibile e di evento di grande rilevanza cittadina. La sinergia tra sport, media e spettacolo ha creato un'atmosfera indimenticabile.

ASI NAZIONALE: UN PILASTRO FONDAMENTALE DI VALORI E SUPPORTO

ASI Nazionale, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto e stimato a livello nazionale, ha riaffermato con forza la sua incrollabile adesione ai principi fondanti del Mundialido, considerandolo non solo un evento da sostenere, ma un vero e proprio pilastro imprescindibile della propria missione valoriale. La partecipazione in forze dei vertici dell'Ente non è stata una mera formalità istituzionale, ma una chiara e inequivocabile manifestazione di un impegno profondo, radicato nell'identità stessa di ASI. Da sempre, ASI si dedica con fervore alla promozione di uno sport che sia autentico veicolo di benessere fisico e mentale, di inclusione sociale e di sviluppo comunitario. Il Mundialido incarna perfettamente questi ideali, offrendo una piattaforma concreta e visibile per la loro realizzazione e per la loro diffusione capillare a un pubblico ampio e diversificato. Questa alleanza strategica e valoriale rafforza il messaggio del Mundialido e ne amplifica la portata, trasformando l'evento in un vero e proprio laboratorio di buone pratiche sportive e sociali, esempio virtuoso per l'intero movimento.

LA DELEGAZIONE DI ASI NAZIONALE: UN SIMBOLO DI IMPEGNO ISTITUZIONALE E SOCIALE

A guidare la nutrita e autorevole delegazione di ASI Nazionale era presente il presidente, senatore e sottosegretario all'Ambiente Claudio Barbaro, la cui presenza ha conferito all'intero evento un significativo e tangibile peso istituzionale, sottolineando l'importanza che il Mundialido riveste anche a livello governativo. Al suo fianco, una squadra di dirigenti di alto profilo ha testimoniato la trasversalità e la profondità dell'impegno di ASI: il vice presidente Emilio Minunzio, il segretario generale Achille Sette, il Direttore del Terzo Settore Simone Levanti, il Responsabile Nazionale della Comunicazione Fabio Argentini, il Responsabile Nazionale dell'Area Cultura Michele Cioffi, il Direttore Sportivo Andrea Ruggeri, oltre ai referenti di numerosi altri settori e comitati territoriali. Questa compatta e qualificata rappresentanza ha chiaramente dimostrato l'attenzione olistica e l'investimento strategico che ASI dedica al Mundialido, riconoscendone il potenziale trasformativo non solo in ambito sportivo, ma anche culturale e sociale, come motore di sviluppo e coesione per l'intera nazione. La loro presenza ha rafforzato il messaggio di unità e collaborazione.

IL RITORNO DEL SUDAN: UN'EMOZIONE INDESCRIVIBILE E UN SEGNO DI SPERANZA

Il momento più toccante, carico di un'emozione quasi palpabile e di un significato profondissimo, della serata è stato indubbiamente il commovente ritorno del Sudan tra le squadre partecipanti al torneo, a ben undici anni di distanza dalla sua ultima apparizione. Questo straordinario e atteso risultato è stato reso possibile grazie all'instancabile, paziente e meticoloso lavoro diplomatico svolto con dedizione esemplare da ASI Cultura e, in particolare, dal Settore Multilateralismo Umanitario e Sociale, sotto la guida illuminata e strategica della dott.ssa Elisabetta Pamela Petrolati. Vedere la gioia autentica, la speranza rinata e l'entusiasmo incontenibile riflettersi sui volti dei giovani atleti sudanesi ha rappresentato per tutti i presenti un'esperienza emotiva difficile da descrivere a parole, un inno vibrante alla resilienza umana e alla capacità intrinseca dello sport di superare anche le avversità più complesse e le divisioni più profonde. È stato un momento di pura commozione che ha sottolineato il potere unificante del Mundialido.

IL CAMPO DA CALCIO: SIMBOLO DI IDENTITÀ, RISCATTO E RINASCITA PER IL SUDAN

Il ritorno del Sudan nel contesto del Mundialido non si è limitato a essere un mero evento sportivo, ma ha assunto un profondo e potente significato simbolico, carico di speranza e di riscatto. Il Sudan è una nazione dalla storia millenaria, custode di un patrimonio culturale immenso e di un'identità vibrante che, purtroppo, è stata spesso messa a dura prova e che necessita oggi più che mai di essere riaffermata, celebrata e protetta. In questo specifico e delicato contesto, il campo da calcio si trasforma da semplice luogo di competizione atletica in un potente e visibile palcoscenico di riscatto sociale, di ricostruzione identitaria e di speranza per il futuro. Qui, i giovani sudanesi possono ritrovare un senso di appartenenza, esprimere la propria dignità, onorare le proprie radici e costruire ponti di dialogo e comprensione reciproca con altre culture. Il Mundialido offre loro l'opportunità unica di riscrivere una narrativa di pace, collaborazione e unità attraverso il linguaggio universale del gioco, dimostrando che lo sport può essere un vero motore di cambiamento positivo.

IL MUNDIALIDO: UN MODELLO ISPIRATORE PER LA COESIONE GLOBALE E LA CRESCITA

Giunto con successo alla sua ventottesima edizione, il Mundialido continua inequivocabilmente a dimostrare con fatti concreti che sport e cultura non sono affatto mondi separati o entità distinte, ma piuttosto forze intrinsecamente complementari e sinergiche. Esse sono capaci di generare una crescita sostenibile a tutti i livelli, di promuovere una coesione sociale autentica e duratura e di favorire l'incontro, il dialogo e la comprensione reciproca tra popoli e culture diverse. In un'epoca contemporanea spesso caratterizzata da tensioni geopolitiche, da frammentazioni sociali e da sfide globali complesse, la lezione offerta dal Mundialido assume un valore più che mai attuale, urgente e prezioso. È un faro che illumina il potenziale inespresso dello sport come strumento pacifico ma potente per costruire un futuro più inclusivo, più equo e più armonioso per tutti gli individui e per tutte le comunità del mondo. Il suo messaggio risuona come un appello all'unità.

AUGURI E PROSPETTIVE FUTURE: UN IMPEGNO CHE CONTINUA

Con l'auspicio che questa XXVIII edizione del Mundialido possa rivelarsi un'esperienza indimenticabile e formativa per tutti i partecipanti, ricca di momenti di autentico fair play, di amicizia sincera e di celebrazione gioiosa della diversità, l'intera organizzazione rinnova il suo impegno a proseguire con determinazione su questa strada virtuosa. Il Mundialido non è concepito come un semplice evento annuale, ma come un progetto a lungo termine, una visione che mira a lasciare un'eredità duratura di valori positivi nelle comunità e nelle generazioni future. Auguriamo di cuore "Buon gioco a tutte le squadre", con la ferma convinzione che anche questa edizione saprà ulteriormente consolidare la visione di uno sport che non solo unisce e ispira, ma che ha anche il potere intrinseco di trasformare positivamente le vite, abbattere le barriere e costruire un futuro migliore per tutti. L'impatto di questo torneo si estende ben oltre il fischio finale.

Responsabile Nazionale Asi Cultura
Michele Cioffi